IL SITAR
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Strumento a corde, pizzicato con un Mizrab.
Il nome deriva da Seh-tar, che in Urdu vuol dire tre corde; lo strumento da cui si è evoluto l'attuale Sitar.
Apparso a partire dal 13° secolo - secondo alcune tradizioni orali ne attribuiscono l'invenzione ad Amir Khusrav (trapassato nel 1325).

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In reatà il Sitar di A. Kushrav era molto diverso dagli attuali, non si potevano flettere le corde, il ponticello era in legno, era senza simpatetiche, e per la prima volta la parola Sitar compare nel 1739*; da qui in avanti il Sitar andra sempre più la Vina, con l'aggiunta di due corde più basse, ed il manico più largo che permette, solo a Sitar e Vina, la flessione delle corde. Per legare i tasti al manico viene usato il "Suti", filo di cotone o di seta.
Sul Sitar - da oltre 2 secoli, vi sono 6-7 corde più da 11 a 13 Tarab. La cassa armonica è ricavato da una zucca su cui viene applicata una copertura di legno. La superfice in legno della cassa armonica del Siter è detta "Tablì"; incollata alla Tumba, di solito è finemente decorata. Il lungo manico è di legno duro.
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